I tassi variabili continuano la loro discesa, avvicinandosi alle condizioni proposte dai mutui a tasso fisso. Dopo alcuni momenti di incertezza, con l’annuncio della Banca Centrale Europea di un’ulteriore riduzione del costo del denaro di 25 punti base – e non dovrebbe essere finita qui, l’Euribor ha infatti ripreso il suo trend discendente, con il parametro trimestrale che ora si attesta sotto il 2,3%.

Il confronto tra mutui fissi e variabili

Con la nuova flessione del parametro di riferimento, il differenziale sussistente tra mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso si dirige verso un rapido contenimento. Ad oggi, per un finanziamento di 140.000€ su un immobile dal valore di 200.000€, le condizioni attuali mostrano una situazione vicina a un sostanziale equilibrio:

Sul tasso medio finito, la leggera convenienza del tasso fisso rispetto a quello variabile è dunque frutto di una strategia di prezzo da parte delle banche, con spread più elevati applicati all’Euribor rispetto all’Eurirs di circa 50 punti base.

Cosa accadrà in futuro

Per quanto concerne il futuro, le proiezioni basate sui forecast di Chatam Financial per un mutuo variabile ventennale (Euribor 3 mesi +1%) mostrano un andamento ciclico che dovrebbe far seguito all’evoluzione della politica monetaria della Banca centrale:

  • dopo 1 anno: riduzione della rata da 798€ a 732€
  • dopo 2 anni: risalita a 768€
  • dopo 3 anni: ritorno al valore iniziale di 798€

Per il trentennale (con spread leggermente superiore), la rata iniziale di 621€ scenderebbe a 554€ dopo un anno, per poi risalire progressivamente fino a tornare al valore di partenza nel terzo anno.

Le attuali tendenze del mercato

Anche grazie alla riduzione del costo del denaro, la domanda di mutui sta registrando una significativa crescita: nel primo trimestre 2025 le richieste di finanziamenti casa sono infatti aumentate del 22,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’importo medio richiesto ha superato la soglia dei 150.000€.

Particolarmente rilevante è la presenza di giovani richiedenti, con il 34,7% dei nuovi mutuatari che ha meno di 34 anni. Considerando anche parte della fascia 35-44 anni, emerge un’importante quota di potenziali mutuatari che potrebbero accedere al fondo Consap per finanziamenti ad alta copertura.

La maggiore convenienza dei mutui green

In questo scenario, viene altresì confermata la maggiore convenienza dei mutui green, i finanziamenti erogati per stimolare le operazioni di compravendita degli immobili che appartengono a classi energetiche elevate (A e B).

I vantaggi riconosciuti ai clienti dipendono dalle politiche assunte dagli istituti di credito e sono di norma riconducibili a una riduzione del tasso annuo nominale del mutuo, all’azzeramento delle spese di istruttoria e a extra sconti in caso di contestuale riqualificazione energetica.