Quando si acquista una casa nuova, è naturale concentrare l’attenzione sulla posizione, sulla distribuzione degli spazi, sulle finiture, sulla luminosità o sulla qualità del contesto in cui si trova. Sono tutti elementi importanti. Ma oggi ce n’è un altro che merita di entrare a pieno titolo nella valutazione di un immobile: il modo in cui quella casa è stata progettata dal punto di vista energetico.

Non si tratta soltanto di leggere una lettera sull’Attestato di Prestazione Energetica. Dietro la classe energetica di un’abitazione ci sono infatti scelte progettuali che riguardano l’involucro dell’edificio, gli impianti, l’isolamento, i serramenti, la produzione di energia da fonti rinnovabili e, più in generale, la capacità di far lavorare tutti questi elementi insieme.

La normativa stessa si sta muovendo con sempre maggiore decisione in questa direzione. Ed è proprio qui che emerge una distinzione importante: c’è chi modifica il proprio modo di costruire perché cambiano i requisiti e chi, invece, ha scelto già da tempo di progettare secondo standard energetici elevati.

Per Gruppo Dipierri, che realizza esclusivamente nuove abitazioni in classe energetica A4, l’evoluzione normativa non rappresenta quindi semplicemente un nuovo traguardo da raggiungere. È, prima di tutto, la conferma di una direzione già intrapresa.

L’efficienza energetica non è più un elemento accessorio

Per molto tempo gli aspetti energetici di un edificio sono stati percepiti quasi come una componente tecnica, importante ma distante dalle scelte quotidiane di chi acquistava casa.

Oggi il quadro è profondamente diverso.

L’efficienza energetica è entrata al centro della progettazione contemporanea perché riguarda contemporaneamente diversi aspetti dell’abitare: il fabbisogno di energia dell’edificio, il funzionamento degli impianti, l’utilizzo delle fonti rinnovabili, il comfort degli ambienti e la capacità dell’immobile di inserirsi in un contesto normativo destinato a diventare progressivamente più esigente.

La direzione seguita dal legislatore è infatti chiara: ridurre il fabbisogno energetico degli edifici e aumentare il contributo delle fonti rinnovabili.

E questa trasformazione non riguarda soltanto ciò che verrà costruito da oggi in avanti.

Le disposizioni più recenti estendono progressivamente alcuni requisiti anche agli edifici esistenti quando vengono sottoposti a interventi significativi. È un passaggio rilevante, perché mostra come il tema dell’efficienza non sia più circoscritto alle sole nuove costruzioni, ma stia diventando uno dei criteri attraverso cui ripensare l’intero patrimonio immobiliare.

Cosa sta cambiando in Emilia-Romagna

Un passaggio importante è rappresentato dalla Deliberazione della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna n. 792 del 25 maggio 2026, che ha aggiornato l’Atto di coordinamento tecnico regionale relativo ai requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.

Una parte delle modifiche è entrata in vigore il 3 giugno 2026, mentre le specifiche disposizioni adottate in recepimento del D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, con particolare riferimento alle nuove soglie di integrazione delle fonti rinnovabili, trovano applicazione dal 3 agosto 2026, con le condizioni e le esclusioni previste dalla disciplina.

Il punto più interessante, al di là delle singole date, è il percorso che emerge: le fonti rinnovabili assumono un ruolo crescente non soltanto nella progettazione delle nuove costruzioni, ma anche negli interventi più rilevanti sul patrimonio edilizio esistente.

Questo non significa, naturalmente, che qualsiasi lavoro effettuato su un’abitazione comporti automaticamente l’applicazione dei nuovi requisiti. La normativa distingue con precisione tra nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e interventi sugli impianti.

È però il principio generale a essere significativo: l’edificio del futuro sarà sempre meno dipendente da consumi energetici tradizionali e sempre più progettato per integrare efficienza e produzione da fonti rinnovabili.

Per le nuove costruzioni, l’Emilia-Romagna aveva già alzato l’asticella

Quando si parla di edifici nuovi, il quadro regionale assume un interesse particolare.

A livello nazionale, il D.Lgs. 5/2026 prevede per le nuove costruzioni una copertura attraverso fonti rinnovabili pari almeno al 60% dei consumi convenzionalmente previsti per la produzione di acqua calda sanitaria e al 60% della somma dei consumi previsti per acqua calda sanitaria, climatizzazione invernale e climatizzazione estiva.

L’Emilia-Romagna aveva però già scelto una soglia superiore. La DGR 792/2026 conferma infatti, per gli edifici di nuova costruzione e per gli interventi di ristrutturazione rilevante, il requisito minimo dell’80%, già previsto dalla disciplina regionale a partire dal 1° gennaio 2026.

È importante comprendere bene questo dato. Dire “80%” non significa che l’80% della bolletta di una famiglia sarà automaticamente coperto dalle fonti rinnovabili. Né significa che l’80% di tutti i consumi domestici debba necessariamente provenire da tali fonti.

La percentuale normativa fa riferimento ai consumi energetici convenzionalmente previsti per specifici servizi dell’edificio: acqua calda sanitaria, climatizzazione invernale e climatizzazione estiva. La distinzione è tecnica, ma essenziale per evitare semplificazioni.

Ciò che interessa maggiormente chi sta valutando l’acquisto di una casa nuova è un altro aspetto: la progettazione degli edifici è chiamata a soddisfare standard energetici sempre più avanzati. E la tendenza difficilmente può essere interpretata come temporanea.

Quando la normativa conferma una scelta fatta in anticipo

È proprio alla luce di questo scenario che la classe energetica A4 assume per Gruppo Dipierri un significato che va oltre il semplice dato riportato sull’APE. La scelta di realizzare da tempo esclusivamente nuove abitazioni in classe A4 nasce infatti da una visione precisa del costruire: progettare immobili che non si limitino a rispondere alle esigenze del momento, ma tengano conto della direzione verso cui stanno evolvendo tecnologie, normativa e modo di abitare.

Costruire bene significa anche questo. Non aspettare che un determinato requisito diventi il nuovo standard per iniziare a considerarlo importante, ma inserire l’efficienza nella progettazione fin dall’origine.

Naturalmente, essere in classe A4 e rispettare gli specifici obblighi sulle fonti rinnovabili sono concetti differenti, disciplinati secondo parametri propri. Sarebbe quindi scorretto sovrapporli. Il punto è un altro: la crescente attenzione normativa all’efficienza energetica conferma la validità di un approccio progettuale orientato da tempo alle prestazioni più elevate.

Per un’impresa di costruzioni significa assumersi una responsabilità precisa: realizzare oggi edifici destinati a essere abitati per molti anni, senza progettare semplicemente intorno alle esigenze minime del presente.

Una casa efficiente non nasce aggiungendo un impianto fotovoltaico

Quando si parla di efficienza energetica, uno degli errori più frequenti è associare automaticamente il concetto alla presenza di pannelli fotovoltaici. Il fotovoltaico ha certamente un ruolo importante, così come lo hanno le altre tecnologie per la produzione e l’utilizzo efficiente dell’energia. Ma un edificio realmente performante nasce molto prima dell’installazione di un singolo impianto.

Nasce dal progetto.

Il principio è semplice: prima di produrre meglio l’energia occorre ridurre l’energia di cui l’edificio ha bisogno.

Per questo involucro, isolamento, serramenti, gestione dei ponti termici, impianti di climatizzazione e produzione da fonti rinnovabili non possono essere considerati elementi indipendenti. Devono funzionare come un sistema.

Un involucro progettato con attenzione contribuisce a limitare le dispersioni. Serramenti adeguati concorrono alla prestazione complessiva. Gli impianti devono essere dimensionati e integrati in relazione alle effettive caratteristiche dell’edificio. Le fonti rinnovabili, infine, entrano nel progetto energetico come una componente strutturale, non come un accessorio aggiunto successivamente.

È questa visione d’insieme a distinguere una progettazione orientata realmente all’efficienza.

Classe A4 ed efficienza energetica: perché non sono sinonimi

Per chi sta acquistando casa, la classe energetica rimane naturalmente un riferimento molto importante. Ma è utile sapere cosa rappresenta.

La classe attribuita attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica sintetizza la prestazione dell’immobile sulla base delle metodologie di calcolo previste dalla normativa. È quindi un indicatore fondamentale, ma non racconta da solo ogni scelta progettuale che ha portato a quel risultato.

Due concetti meritano perciò di essere distinti: classe energetica ed efficienza energetica complessiva del progetto. Quando si valuta una nuova abitazione, soprattutto se l’acquisto è destinato a durare nel tempo, può essere utile andare oltre la lettera riportata sull’APE e comprendere anche:

  • Come è stato progettato l’involucro dell’edificio;
  • Quali sistemi sono previsti per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda;
  • Quale ruolo hanno le fonti rinnovabili;
  • In che modo impianti e caratteristiche costruttive sono stati integrati tra loro.

Non serve diventare tecnici per acquistare casa. Serve però sapere che una prestazione energetica elevata non dipende da un unico componente, ma dalla coerenza dell’intero progetto.

Anche il patrimonio esistente è chiamato a cambiare

Un altro elemento interessante delle disposizioni più recenti riguarda gli edifici già costruiti. Il nuovo quadro normativo prevede infatti specifici requisiti anche per determinate ristrutturazioni importanti e per alcuni interventi sugli impianti. Le soglie cambiano in funzione del tipo di intervento.

Per una ristrutturazione importante di primo livello, ad esempio, la disciplina regionale prevede determinati requisiti di copertura tramite fonti rinnovabili; requisiti differenti sono previsti per le ristrutturazioni importanti di secondo livello e per specifici interventi di nuova installazione o ristrutturazione degli impianti termici.

Non è necessario entrare in ogni dettaglio tecnico per comprendere il significato complessivo della trasformazione.

Il messaggio è piuttosto evidente: la transizione energetica del settore immobiliare non può riguardare soltanto gli edifici che verranno costruiti domani.

Una parte molto ampia del patrimonio immobiliare è già esistente. Per questo, progressivamente, anche gli interventi di riqualificazione vengono chiamati a confrontarsi con requisiti energetici più articolati. Per chi sta valutando un acquisto, tutto ciò introduce un criterio di scelta in più.

Non soltanto: “Quanto costa questa casa oggi?” Ma anche: “Come è stata progettata e quanto è coerente con il modo in cui gli edifici saranno chiamati a funzionare negli anni a venire?”

Nuovo o esistente? L’efficienza è una delle variabili da valutare

Questo non significa affermare che una nuova costruzione sia automaticamente preferibile a qualsiasi immobile esistente. Una valutazione seria sarebbe molto più articolata. Posizione, qualità architettonica, distribuzione degli spazi, materiali, stato dell’immobile, caratteristiche del contesto e qualità dell’esecuzione rimangono elementi decisivi.

Ciò che sta cambiando è il peso assunto dalla componente energetica all’interno di questa valutazione.

Un edificio esistente meno performante può richiedere nel tempo interventi di riqualificazione, mentre un’abitazione nuova progettata secondo standard energetici elevati nasce già all’interno di un quadro tecnico che considera riduzione dei fabbisogni, impianti efficienti e integrazione delle fonti rinnovabili.

Per chi acquista, quindi, l’efficienza energetica non dovrebbe essere percepita soltanto come una caratteristica aggiuntiva. È una parte della qualità complessiva dell’immobile.

Costruire in A4 significa pensare oltre il requisito minimo

La normativa stabilisce requisiti che devono essere rispettati. La qualità progettuale, però, comincia nel modo in cui quei requisiti vengono interpretati all’interno dell’edificio.

Per Gruppo Dipierri, la scelta di costruire esclusivamente in classe A4 si inserisce proprio in questa visione. Non significa limitarsi a inseguire l’ultimo aggiornamento normativo, ma progettare con un livello di attenzione energetica che guarda oltre il presente.

Le nuove disposizioni dell’Emilia-Romagna rendono ancora più evidente la direzione intrapresa dal settore: maggiore integrazione delle rinnovabili, fabbisogni energetici più contenuti, edifici e impianti pensati insieme.

È una trasformazione che interessa la tecnica, certamente. Ma interessa altrettanto chi quelle case le acquisterà e le abiterà. Perché un edificio non dura il tempo necessario per ottenere un titolo edilizio o per arrivare al rogito.

Una casa è destinata a rimanere nel tempo.

Ed è proprio per questo che le scelte fatte durante la progettazione hanno un valore che va ben oltre il momento della costruzione.

Cosa chiedere quando si visita una nuova costruzione

Per un potenziale acquirente, parlare di efficienza energetica non deve necessariamente trasformarsi in una conversazione piena di formule e termini specialistici. Alcune domande semplici possono però aiutare a comprendere meglio ciò che si sta acquistando.

Qual è la classe energetica prevista? Come è progettato l’involucro? Quali sistemi sono utilizzati per riscaldamento e raffrescamento? Come vengono integrate le fonti rinnovabili? Qual è la logica con cui impianti e struttura dell’edificio sono stati pensati insieme?

Le risposte permettono di distinguere la presenza di singole tecnologie da un progetto realmente concepito in maniera organica. E per un acquisto importante come quello di una casa, conoscere ciò che c’è dietro ciò che si vede è sempre utile.

Una casa pensata per durare

Costruire oggi significa inevitabilmente confrontarsi con il domani. Le norme cambiano, le tecnologie evolvono e il modo di concepire gli edifici diventa sempre più attento alla riduzione dei fabbisogni e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Ma una casa ben progettata non dovrebbe limitarsi a rincorrere questa evoluzione.

Dovrebbe, per quanto possibile, anticiparla.

È con questo approccio che Gruppo Dipierri ha scelto da tempo di realizzare esclusivamente nuove abitazioni in classe energetica A4, considerando l’efficienza parte integrante della qualità costruttiva e non un elemento da aggiungere a progetto ultimato.

Le più recenti disposizioni dell’Emilia-Romagna non fanno che rendere ancora più chiara una direzione già visibile: il futuro dell’edilizia passa attraverso edifici progettati per richiedere meno energia, integrare maggiormente le fonti rinnovabili e offrire prestazioni coerenti con un modo di abitare destinato a evolvere. Perché costruire una casa significa rispondere alle esigenze di oggi.

Costruirla bene significa pensare anche a quelle di domani.

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